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Portici di Carta dedicato a Paolo Villaggio scrittore

paolo villaggio

«Fantozzi? Ero al manicomio, alla fine dei miei giorni e della mia anima, e il suo libro era l’unico che c’era. Lo iniziai a leggere e immediatamente deflagrai in uno scoppio di risa che mi ha fatto desiderare la vita... Fantozzi mi ha salvato la vita, sono viva grazie a lui». Così la poetessa Alda Merini nel 1997 a Viareggio spiegava all’editore Giulio Einaudi come Paolo Villaggio le avesse dato la forza per rinascere.

Portici di Carta dedica l’edizione 2017 a Paolo Villaggio, scomparso il 3 luglio scorso. Attore, scrittore, autore musicale, la sua figura eclettica ha posato uno sguardo amaro e insieme divertito sui vizi e sulle piccolezze degli italiani. Nello specchio dei suoi personaggi, Fantozzi su tutti, si riflettono le esperienze tragicomiche di ciascuno di noi: la sudditanza nei confronti del potere, la frustrazione della quotidianità, le velleità di riscatto… La Trilogia di Fantozzi ha venduto oltre un milione e mezzo di copie. Mutandone ascellare, lingua felpata, salivazione azzerata, boiata pazzesca: Villaggio ha cambiato la lingua italiana introducendo locuzioni e modi di dire entrati stabilmente nell’uso collettivo.

Portici dedica a Villaggio Ugo Fantozzi, sono io!: una maratona sabato dalle 18 all’Oratorio San Filippo. Si apre con una lezione originale di Stefano Bartezzaghi dal titolo Così Fantozzi. Saggio di semiotica fantozziana, proprio sulle innovazioni linguistiche di Villaggio. Seguono gli interventi di Piero ed Elisabetta Villaggio, figli di Paolo. Le letture fantozziane di Giuseppe Culicchia. E la proiezione di un’intervista inedita realizzata a Paolo Villaggio da Mario Sesti, regista del documentario La voce di Fantozzi presentato e ammirato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.



Fantozzi sono io! Racconta quella volta che…

paolo villaggio

Almeno una volta nella vita tutti ci siamo sentiti Fantozzi. Bersagli di scherzi atroci, protagonisti di situazioni imbarazzanti, semplici vittime di una sfiga che ci vede benissimo. Portici di Carta ha chiesto a un po’ di scrittori di raccontare in poche righe l’esperienza fantozziana della propria vita: a partire dai consulenti del Salone come Loredana Lipperini o Giuseppe Culicchia, che a loro volta hanno coinvolto in modo virale altri colleghi. Non solo gli scrittori potranno raccontarla. Chiunque potrà postare la volta che si è sentito Fantozzi sulla pagina Facebook di Portici di Carta. Le esperienze più esilaranti saranno pubblicate sul sito di Portici di Carta e lette durante la maratona-Villaggio di sabato 7.